PAROLE GRAVISSIME ED INACCETTABILI, QUELLE DELLA FIGLIA DI UN EX VOLONTARIO DELLA GUARDIA NAZIONALE REPUBBLICHINA
L’edizione di lunedì undici aprile del quotidiano telematico fascista Secolo d’Italia dà ampio spazio ad una polemica innescata da numerosi dirigenti della cricca romana con sede a via della Scrofa 43 contro il professor Luciano Canfora: la colpa del docente emerito di filologia greca e latina presso l’Università di Bari sarebbe quella di aver descritto, davanti ad una platea di studenti del liceo scientifico della città, Giorgia Meloni come «una mentecatta pericolosissima, essendo neonazista nell’anima».

Naturalmente, gli scribacchini del fogliaccio della Fondazione Alleanza Nazionale si scagliano contro il professore accusandolo di tutte le nefandezze possibili ed immaginabili: prima fra tutte quella di essere un putiniano, soltanto per aver osato esprimere un pensiero differente, circa le cause della guerra di aggressione della Federazione Russa all’Ucraina, da quello comunemente accettato dai commentatori occidentali, da subito schierati acriticamente con Vladimir Aleksandrovic Zelensky.
Tra tutti i personaggi ai quali i pennivendoli danno voce si trova tale Isabella Rauti, la figlia del famigerato Giuseppe detto Pino, tristemente noto per le inchieste della Magistratura legate allo stragismo fascista del periodo fine anni sessanta-inizio anni settanta del secolo scorso: insomma, non proprio una figura limpida, come riportato dalla sezione “Le inchieste giudiziarie” della pagina di Wikipedia a costui dedicata; crediamo valga la pena trascriverla integralmente.
«Il 4 marzo 1972 il giudice Giancarlo Stiz, di Treviso, emette mandato di cattura contro Rauti per gli attentati ai treni dell’8 e 9 agosto 1969. Successivamente l’incriminazione si estenderà agli attentati del 12 dicembre (tra cui la strage di Piazza Fontana), per cui fu anche incarcerato alcuni giorni, venendo scarcerato il 24 aprile 1972, prima di essere eletto deputato. Nel 1974, con la rivoluzione dei garofani in Portogallo, viene scoperta l’organizzazione eversiva internazionale fascista Aginter Press, con la quale ha stretti rapporti anche Rauti attraverso l’agenzia Oltremare per la quale lavora. Nessuna di queste inchieste ha mai accertato qualche reato a suo carico.
Successivamente Pino Rauti fu inquisito per la strage di Piazza della Loggia a Brescia e in merito il 15 maggio 2008 è stato rinviato a giudizio. Assolto “per non aver commesso il fatto”, il 16 novembre 2010 con la sentenza numero 2 della Corte d’Assise di Brescia ai sensi dell’articolo 530, comma 2 del codice di procedura penale. Nelle richieste del pm Roberto Di Martino, per quanto concerne la posizione di Pino Rauti, il pm chiede l’assoluzione, affermando che la sua è una “responsabilità morale (la sottolineatura è nostra, n.d.r.), ma la sua posizione non è equiparabile a quella degli altri imputati dal punto di vista processuale. La sua posizione è quella del predicatore di idee praticate da altri ma non ci sono situazioni di responsabilità oggettiva. La conclusione è che Rauti va assolto perché non ha commesso il fatto”».
Alla luce di questo, troviamo indecente che la figlia dell’ex giovanissimo volontario nella Guardia Nazionale repubblichina possa permettersi di definire «gravissime ed inqualificabili le parole di Luciano Canfora che strumentalizza una tragedia, quale quella dell’invasione russa dell’Ucraina, per attaccare Giorgia Meloni. E la cosa è resa ancora più grave dal fatto che questo accada davanti a una platea di studenti del liceo scientifico di Bari, ai quali si presume che un professore dovrebbe tenere ben altre lezioni e soprattutto dare ben altri insegnamenti. L’ennesimo esempio di un ‘cattivo maestro’, di cui ormai siamo stanchi e stufi».
Bosio (Al), 14 aprile 2022
Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova
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